UN MONUMENTO PER KELLER, MONTIGLIO E SALINA, “MARTIRI DELLA GRANDE ITALIA”

Cerimonia in ricordo degli eroi di guerra deceduti in un incidente stradale a Magliano Sabina nel 1929

Sabato 10 Settembre 2016, una delegazione del Comitato Pro 75° Anniversario della RSI in Provincia di Terni guidata dal Responsabile organizzativo Claudio Pitti, ha reso omaggio a Guido Keller, Vittorio Montiglio e Giovanni Battista Salina nel luogo della loro tragica scomparsa. Si tratta della prima manifestazione di omaggio a questi “Martiri della Grande Italia” dopo quasi 87 anni di oblio.

L’omaggio ai Martiri e il luogo dello schianto

Keller, Montiglio e Salina sono tre splendide figure di combattenti italiani, vanto della stirpe guerriera d’Italia.

Keller, Ufficiale Pilota della Grande Guerra, decorato di tre Medaglie d’Argento al Valor Militare, fu tra i protagonisti dell’Impresa di Fiume e di lui rimane, tra l’altro, il ricordo del pitale di rape e carote gettato con il suo aereo sul Parlamento italiano.

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Guido Keller

Il Tenente degli Alpini, Comandante degli Arditi, Montiglio era stato il più giovane militare italiano insignito di Medaglia d’Oro al Valore. Vale la pena rileggere la motivazione: “Nato nel lontano Cile, da famiglia italiana, educato ad alti sentimenti di amor patrio, l’animo conquiso dagli eroismi e dai sacrifici della nostra guerra, la cui eco giungeva a lui attraverso le lettere dei due fratelli volontari al fronte, quattordicenne appena lasciò la casa paterna e sprezzando pericoli e disagi venne alla sua Patria. Nascondendo colla prestanza del fisico la giovanissima età, si arruolava nell’Esercito, e, dopo ottenuta l’assegnazione ad un reparto territoriale, per sua insistenza, veniva trasferito ad un reparto alpini d’assalto, ciò che era nei suoi sogni e nelle giovanili speranze. Sottotenente a quindici anni, comandante gli Arditi del Battaglione ‘Feltre’, partecipò con alto valore ad azioni di guerra, rimanendo ferito. Di sua iniziativa abbandonava l’ospedale per partecipare alla grande battaglia dell’Ottobre 1918, nella quale si distinse e fu proposto al valore. Tenente a sedici anni, fu inviato col reparto in Albania, dove, in importanti azioni contro i ribelli, rifulsero le sue doti d’iniziativa, non fiaccate dalle febbri malariche dalle quali venne colpito. Nella stessa località, salvando con grave rischio un suo soldato pericolante nelle insidiose correnti del Drin, dava prova di elevata sensibilità umana e di civili virtù. Magnifica figura di fanciullo soldato, alto esempio ai giovani di che cosa possa l’amore alla propria terra”. Anche Montiglio, all’appello di d’Annunzio, corse a Fiume e fu tra i protagonisti dell’audace impresa.

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Vittorio Montiglio

Salina, sebbene poco si sa di lui, era uno stimato Capitano Pilota reduce della Grande Guerra.

Tutti e tre aderirono con entusiasmo al nascente fascismo, costituendone le colonne portanti della sua diffusione tra gli Italiani. Il 9 Novembre 1929-VIII, l’auto su cui viaggiavano, partita da Roma, non giunse mai a Vallombrosa di Reggello (Firenze) dove erano diretti. A causa delle tenebre e del fondo stradale reso viscido dalla pioggia, si schiantava sulla spalletta di un ponte della Via Flaminia (Km. 66,350), nei pressi di Otricoli (Terni), in Comune di Magliano Sabina (Rieti). Erano circa le 23:00 della notte. Keller e Montiglio morirono sul colpo. Salina il giorno successivo all’ospedale di Magliano. Tutti e tre erano sui sedili posteriori del veicolo. Si salvarono invece Atlantico Ferrari (che era alla guida dell’auto) e Dalmazio Gabrielli (corridore automobilistico) che era al suo fianco.

Il 14 Novembre 1929, si tennero a Roma solenni funerali di cui è rimasta anche un memoria video di grande impatto emotivo (https://www.youtube.com/watch?v=dnopBbwB9vo). Per volere di d’Annunzio, Keller fu inumato nelle arche del Vittoriale degli Italiani.

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L’identificazione del punto esatto di dove si verificò il drammatico incidente è avvenuta nel Settembre 2013, grazie alle ricerche del Dott. Pietro Cappellari e Benito D’Eufemia della Fondazione della RSI – Istituto Storico di Terranuova Bracciolini (AR). I due avevano poi cercato di sensibilizzare l’Amministrazione comunale per un omaggio ai tre eroi scomparsi, ricevendo però solo imbarazzati silenzi. A quasi tre anni da quell’iniziativa, il Comitato Pro 75° Anniversario della RSI in Provincia di Terni ha posto sulla spalla del ponte che vide l’immane tragedia un mazzo di fiori verdi, bianchi e rossi, pegno d’amore verso chi, nel nome della Patria, seppe forgiare la propria vita. Vita ammirabile, di speranza ed onore. Vita di esempio per le nuove generazioni italiane vittime di una società degenerata dove i anche i confini nazionali sono oggetto di compravendita in nome di una folle ideologia internazionalista e sovversiva che offende il sacrificio di chi, proprio in difesa di quei sacri confini, donò la sua vita per una più grande Italia.

Il Comitato ha infine scritto al Sindaco di Magliano Sabina chiedendo di intitolare il ponte della tragedia alla memoria di Keller, Montiglio e Salina, sollecitando anche la costruzione di un monumento che tramandi alle generazioni future il valore del combattente italiano.

Primo Arcovazzi

Rassegna stampa:

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/home/881368/Fuori-dall-oblio-della-storia.html

http://edicoladigitale.ilgiornaleditalia.org/giornaleditalia/books/160925giornaleditalia/index.html#/2/

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