L’ANAI RICORDA IL TEN. FERNANDO CAPPONI

 

Importante iniziativa nella tragica ricorrenza dell’8 Settembre 1943

Il Reparto “Pierino Maruffa” dell’Associazione Nazionale Arditi d’Italia di Nettunia, con il patrocinio dell’Ordine dell’Aquila Romana, ha proceduto alla pulizia della lapide presente nel cimitero di Nettuno (Roma) dedicata alla memoria del Ten. Fernando Capponi. L’iniziativa è stata realizzata nell’anniversario del tradimento dell’8 Settembre 1943, quando il Regno d’Italia si arrese incondizionatamente e passò al nemico angloamericano. Una data infausta per la nostra Nazione, la “morte della Patria” si è più volte affermato. Con questa manifestazione, gli Arditi d’Italia di Anzio e Nettuno hanno voluto rivendicare un passato glorioso troppo spesso dimenticato, di cui il Ten. Capponi fu l’esempio vivente. E la data non è stata scelta a caso. Perché quel giorno alcuni Italiani non si arresero e continuarono a combattere il nemico angloamericano al fianco dell’alleato germanico, riscattando così l’onore perso dalla monarchia sabauda e dai suoi accoliti. Una rivolta “per l’Onore d’Italia” nel nome di chi, in quella guerra, era caduto per la grandezza della Patria italiana. E il Ten. Capponi cadde da eroe “pro Patria e Impero”, come rimane inciso sul marmo che ne tramanda alle generazioni future la memoria. La figura dell’Ufficiale nettunese, per decenni cancellata dalla memoria locale da una vulgata antifascista e anti-italiana che ha voluto vilipendere la Nazione in guerra e l’eroismo dei suoi soldati, è tornata alla ribalta grazie agli studi del Dott. Pietro Cappellari Il fascismo ad Anzio e Nettuno (Herald Editore, 2014) e Nettunia una città fascista (Herald Editore, 2011).

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Il Ten. Fernando Capponi, classe 1911, si distinse già nella Conquista dell’Impero, durante la quale ottenne una Medaglia di Bronzo al Valor Militare, quando nei pressi di Selaclacà (Etiopia), risucì a respingere vittoriosamente un assalto nemico (Marzo 1936). Rimasto in Africa Orientale Italiana dopo la fine del conflitto e posto alla testa di truppe coloniali, si distinse nelle operazioni di grande polizia del 1937 contro i residui focolai di resistenza abissina, tanto da guadagnarsi una seconda Medaglia di Bronzo al VM.

Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, il suo Battaglione coloniale fu mobilitato per l’attacco alla Somalia britannica. Il 17 Agosto 1940-XVIII E.F., a Passo Lafaruk, nei pressi di Berbera, il Ten. Capponi trovava eroicamente la morte proprio mentre le unità italiane sfondavano il fronte mettendo in rotta le unità inglesi. Il suo corpo, insieme a quello dei suoi camerati italiani ed indigeni, è rimasto in Africa Orientale, come pegno e memoria delle gesta italiane in quelle terre. Sarà decorato di Medaglia d’Argento. La terza medaglia al Valor Militare.

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«Nel 2016 – ha dichiarato il Comandante del Reparto ANAI di Nettunia Par. Bruno Sacchi – è ricorso l’LXXX anniversario della Conquista dell’Impero. Nessuno ha ricordato una data così importante per la storia della nostra Patria. Oggi, anniversario dell’infausto 8 Settembre, noi siamo qui a ricordare le glorie delle armi italiane, il sacrificio del Ten. Fernando Capponi e tutti i combattenti italiani che si ribellarono al tradimento e al passaggio al nemico decretato dal duo Vittorio Emanuele III e Badoglio. Rinnoviamo così il giuramento di coloro che caddero con il sorriso sulle labbra nel nome di un’Italia più grande, più libera, più unita».

Nei prossimi giorni, in collaborazione con il Direttore del Cimitero civile Maurizio Camusi, sarà dato il via ad un completo restauro della lapide e sarà proposto al Sindaco di Nettuno di intitolare una strada all’eroico combattente nettunese e di studiare adeguate iniziative culturali perché la sua figura venga valorizzata e portata a conoscenza nelle scuole alle giovani generazioni. Perché il Ten. Fernando Capponi sia esempio.

Lemmonio Boreo

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